LETTERA AL CONSOLE GENERALE DELLA FEDERAZIONE RUSSA

 

Alla cortese attenzione dott. ALEXEY VLADIMIROVICH PARAMONOV Console Generale della Federazione Russa a Milano 

Apprendiamo notizie per noi sconcertanti in merito alla controversa proposta di legge che punisce “la promozione dell’omosessualità tra i minori”. Una legge che offende e svilisce di fronte al mondo, tutto quello che di grande il suo paese ha dato all’umanità, in diversi campi e ambiti. Una grandezza alla quale, hanno contribuito anche tantissime persone gay e lesbiche. Questa proposta di legge se ratificata di fatto sanzionerà qualsiasi azione pubblica a favore dell’omosessualità e in difesa dei diritti LGBT, nonché qualsiasi possibile espressione di identità omosessuale e transessuale.

Si tradurrà inoltre in una maggiore discriminazione contro lesbiche, gay e bisessuali, transessuali e intersessuali. In un paese in cui la discriminazioni basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere è pratica già diffusa.

Noi, Coordinamento delle associazioni LGBT venete, e tutte le persone che sostengono e i diritti e la dignità della comunità LGBT, contestiamo il principio di tutela dell’infanzia che sta alla base di questa proposta di legge, affermando con assoluta certezza che una corretta informazione sull’affettività e sulla sessualità debba includere informazioni sulla sessualità e affettività omosessuale e transessuale.

Questo principio è sancito oltre che dalla International Covenant on Civil and Political Rights (ICCPR) anche dall’Art. 17 della CONVENZIONE SUI DIRITTI DEL FANCIULLO in cui si parla di piena libertà d’accesso del fanciullo alle informazioni.

Apprendiamo inoltre che ogni forma di opposizione a questa proposta di legge si è tradotta in arresti e sanzioni.

Nei fatti la “tutela” dell’infanzia è finita per essere una forma indiretta di censura di qualsiasi forma di visibilità per la comunità LGBT. Ci sembra dunque chiarissimo che se questa proposta di legge venisse ratificata sarebbe a rischio la piena dignità dei cittadini LGBT russi, la loro libertà di espressione, la libertà di associazione, e l’impossibilità di condurre una vita completa e non solo dal punto di vista affettivo e sessuale.

Pertanto esortiamo le autorità a non adottare il progetto di legge federale n 44554-6, né nella sua forma attuale o in una versione modificata.

Chiediamo inoltre la fine di ogni impedimento alle manifestazioni da parte dei militanti LGBT in Russia.

Esortiamo le autorità a garantire il diritto alla libertà di espressione e di riunione, il diritto alla non discriminazione e l’uguaglianza di fronte alla legge per tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere, reale o presunta, in base alle norme europee e il diritto internazionale dei diritti umani. Siamo sicuri che lei conosca il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani che afferma che «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza» Auspichiamo che queste parole una volta tanto siano tradotte anche in fatti e non restino mere di dichiarazioni di principio.

Ringraziando della sua attenzione e certi della sua collaborazione porgiamo distinti saluti.


PROMOTORI: Circolo Tondelli LGBTI Bassano del Grappa, Circolo pink – GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Arcilesbica Verona L’Araba Fenice, Milk Lgbt Center Verona, Arcigay Padova Tralaltro, Famiglie arcobaleno Triveneto, Antéros LGBTI Padova, Associazione DELOS Vicenza, AGEDO Associazione Genitori di Omosessuali, Arcilesbica Il Riparo Padova, Associazione la Parola, Shake LGBTE Conegliano, Rete Genitori Rainbow, ArciLesbica Treviso, Lgbtvenetoorientale.


 
 
PER ADESIONI AL PRESIDIO E ALLA LETTERA: venetolgbtqi@gmail.com   /     

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mobilitazione contro legge russa

matriosche

Alle cittadine e ai cittadini, ai gay, alle lesbiche, alle persone bisessuali,

transessuali ed eterosessuali, al mondo della cultura, della scuola, della politica e del lavoro,

alle/ai migranti e a tutte le persone che vogliono continaure ad essere libere.


Sabato 16 febbraio 2013 ore 11.00 le Associazioni LGBTQI venete indicono un presidio/mobilitazione in centro a Verona per fermare l’approvazione della legge anti-gay in Russia.


Nel Marzo del 2012 il governatore di San Pietroburgo Georghij Poltavčenko ha sottoscritto una legge anti-gay che vieta la propaganda dell’omosessualità in Russia. La proposta di legge ha ottenuto il primo dei due “via libera” (accolti con entusiasmo dalla Duma, la camera Bassa del Parlamento Russo) e a breve verrà considerato un reato manifestare la propria omosessualità “in presenza di minori”,  punibile con l’arresto e sanzioni fino a 15.000 €, che colpisce quindi l’organizzazione di eventi in luoghi pubblici o trasmissioni radio-televisive perché ad ascoltare potrebbe esserci un minore.

Il pretesto su cui fa leva questa legge è il principio di tutela dell’infanzia: si ritiene lesiva alla crescita emotiva e sessuale dei bambini e degli adolescenti l’affermazione pubblica di  identità sessuali diverse dal modello eterosessuale.

Pretesto che vuole cancellare le migliaia di studi scientifici in materia di orientamento sessuale e identità di genere e l’affermarsi della battaglia per i diritti civili in tutti i programmi politici di rilevanza internazionale.

Dal prossimo voto, quello definitivo, a cui seguirà solo la firma del Presidente Putin, in una parte dell’Europa gli omosessuali non potranno più vivere e parlare liberamente.


A questa ennesima discriminazioni basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, le città di Milano, Torino e recentemente anche Venezia, hanno risposto rifiutando di essere gemellate con  San Pietroburgo.


Noi, associazioni operanti in tutto il territorio veneto, desideriamo unirci in questa occasione e manifestare assieme il nostro dissenso, la nostra preoccupazione per quanto sta succedendo in Russia.


Sabato 16 Febbraio saremo uniti nel contestare il principio su cui pone le basi questa legge, perché non è dalla libertà di pensiero o di parola che bisogna difendersi o difendere i minori. 


Saremo uniti nel chiedere alle autorità Russe di non adottare il progetto di legge federale n 44554-6, né nella sua forma attuale o in una versione modificata.


Saremo uniti nel manifestare solidarietà ai membri del movimento  Russian Lgbt Network, che di recente hanno avuto il coraggio e l’orgoglio di manifestare per non vedere i propri diritti calpestati, pagandone le conseguenze.


Saremo uniti inoltre nel chiedere a tutte le forse politiche e alle diplomazie italiane di attivarsi immediatamente nei confronti del Federazione Russa, agendo nelle istituzioni Europee al fine di costruire un’azione politico diplomatica adatta a far sentire la voce di tutti i Paesi del nostro Continente.


Abbiamo chiesto un incontro urgente con Antonio Fallico Console Onorario della Federazione Russa in Verona per consegnargli una lettera di protesta per il governo Russo.


Invitiamo a tutte e tutti a partecipare e ad aderire al presidio affinché i diritti delle persone gay lesbiche e trans in Russia siano riconosciuti.

promuovono e firmano:
 
Circolo Tondelli LGBTI Bassano del Grappa,
Circolo pink – GLBTE Verona,
Arcigay Pianeta Urano Verona,
Arcilesbica Verona L’Araba Fenice e Milk Lgbt Center Verona,
Arcigay Padova Tralaltro,
Famiglie arcobaleno Triveneto,
Antéros LGBTI Padova,
Associazione DELOS Vicenza,
AGEDO Associazione Genitori di Omosessuali,
Arcilesbica Il Riparo Padova,
Associazione la Parola,

Shake LGBTE Conegliano,
Rete Genitori Rainbow,
ArciLesbica Treviso,
LGTB Venetorientale

VI CHIEDIAMO DI ADERIRE AL PRESIDIO:

venetolgbtqi@gmail.com

http://venetolgbtqi.blogspot.it/

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Trans Iran

Iran all’avanguardia per il cambio di sesso

I transessuali chiedono una legge per un sostegno medico e psicologico

TEHERAN – Uno dei paradossi della società iraniana è che, se si digita su Google la parola “sex”, la ricerca è bloccata dalla censura. Se invece si scrive «Iranian society for supporting individuals with gender identity disorder», appare subito il sito dei transessuali iraniani ossia l’Associazione per le persone con disordini nell’identità di genere. Disordini connessi – precisa la responsabile della associazione Mariam Khatoun Molkara – con un problema «genetico» che origina il mancato riconoscimento di sé nel proprio sesso anatomico ed il desiderio di cambiarlo.


È relativamente facile in Iran, visto che la Repubblica Islamica è all’avanguardia nelle operazioni per il cambiamento di sesso da quando il suo fondatore, Iman Khomeini, firmò negli anni Ottanta una “fatwa” che le rendeva legali. Ad oggi sono circa 2600 – secondo o dati ufficiali – le persone che hanno chiesto all’Ufficio centrale di medicina legale l’autorizzazione per l’intervento. E dalla rivoluzione del 1979 sono state ufficialmente 4mila le operazioni effettuate, con il conseguente rilascio all’interessato di una nuova carta di identità che permette anche di sposarsi. La prima a compiere questo percorso nella Repubblica islamica è stata proprio Mariam, 57 anni, che quando viveva nel corpo di un uomo si chiamava Fereydun e che ha dedicato tutta la vita alla difesa dei diritti dei transessuali.

Dall’incontro con la moglie dello scià, Farah Diba, prima della Rivoluzione, fino all’udienza ottenuta da Khomenei nel 1983 e la promessa di una nuova fatwa (la terza dal 1963, e specifica per i transessuali) per la legalizzazione del cambio di sesso. Una operazione che però Mariam preferì fare, molti anni dopo e spendendo di più in Thailandia, perché le strutture sanitarie in Iran, dice, non sono ancora all’altezza. «Anche in Gran Bretagna e negli Usa ci sono migliori possibilità di riuscita», spiega Mariam in un’intervista, anche se l’operazione costa tre volte tanto, circa 10mila euro. Nel 2000, sotto la presidenza di Mohammad Khatami, era stato formato un comitato statale che aveva anche portato alla nascita di una «clinica per il sesso e la sessuologia», ricorda Mariam, ed a misure di welfare per i transessuali. Ma la clinica ha chiuso due anni dopo l’apertura e il fondo di assistenza è stato tagliato nel 2009. La battaglia politica continua, tanto che ora – annuncia la donna – si sta lavorando ad una proposta di legge che istituisca un fondo per il sostegno medico e psicologico a chi decide di operarsi. Una scelta necessaria in Iran più che in Occidente proprio per la diversità sociale e religiosa, e per questo le domande, dice, sono in leggero aumento.

fonte : corriere.com  notizia del 21 dicembre 2011

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Hillary Clinton ha nominato Ellen DeGeneres inviata spec iale contro l’aids

Hillary & Ellen

Hillary Clinton ha nominato Ellen DeGeneres come inviata speciale dell’organizzazione non governativa Global AIDS Awareness.

Ellen famosa attrice comica e conduttrice televisiva statunitense (che si dichiarò pubblicamente lesbica nel 1997 durante una puntata della sitcom di cui era protagonista) è stata nominata da Hillary Clinton .
In questo ruolo Ellen cercherà di rendere le persone consapevoli della lotta contro l’AIDS.
La Clinton ha detto di Ellen DeGeneres: Ellen potrà aiutarci non solo con il suo acume di spirito e il suo grande cuore, ma anche con il suo vasto pubblico televisivo e con i suoi oltre otto milioni di follower su Twitter: si potrà, così, aumentare la consapevolezza e far conoscere gli sforzi che stiamo facendo in questo campo.
Ellen si è detta onorata della nomina e ha affermato: La lotta all’AIDS è qualcosa che è sempre stata molto vicina al mio cuore.
Sono molto felice di poter usare il mio programma per educare le persone e offrire speranza.

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